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La mia 3 giorni di #invasionidigitali a Treviso

25, 26, 27 aprile: ho fatto una tripletta di #invasionidigitali.
Tre esperienze diverse, sebbene accomunate dall’amore per il bello e dalla forza della condivisione.

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La prima, il 25, organizzata da me e Bruno Barbieri, alla Chiesa di San Gregorio Magno in centro a Treviso, è riuscita, nonostante la bellissima giornata di sole – finalmente! – avesse portato ¾ dei trevigiani fuori porta. La guida preziosa del Sig. Renzo Secco ci ha rivelato i piccoli segreti della chiesa, che non viene più utilizzata per le funzioni religiose, ma per eventi legati alla musica, alla letteratura, al teatro, alla cultura.
Grazie alla pagina Facebook, infatti, la Chiesa, dopo oltre 70 anni di chiusura, vive una nuova dimensione social, attirando un appassionato pubblico alle serate in programma. Durante la visita, abbiamo apprezzato il soffitto a tavelle dipinte, le monofore, la pala di Jacopo Palma il Giovane, i dipinti del Ridolfi e l’opera raffigurante San Lorenzo, attribuita alla bottega degli Haeredes Pauli (eredi di Paolo Veronese). Gli altari, in origine ben 5, erano affidati alle cure delle scuole delle arti che lì si riunivano dal 1500: merciai, cartari, cestari, affila coltelli, verieri, tamiseri, librai tenevano gli altari, finché avevano sufficienti disponibilità economiche ed era una “gara dura” anche ai quei tempi, pare!
Dopo essere saliti tutti nella cantoria a fotografare l’organo di Gaetano Callido opera n. 52, ci siamo organizzati per un dopo-visita in osteria, a bere prosecco tutti insieme!

 

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Il 26, alla Tomba Brion a San Vito di Altivole, sotto una delicata pioggerellina, il preparatissimo architetto Alessandro Fraccaro ha condotto noi invasori alla scoperta dei significati metafisici perseguiti da Carlo Scarpa attraverso precise e sapienti scelte architettoniche.

Al momento della nostra invasione, in questo luogo magico, fonte di riflessioni, capace di creare una suggestiva fusione con la natura, in una armonica ricerca di equilibri e misure, c’erano giovani giapponesi armati di macchine fotografiche. Non era forse una presenza che faceva da contraltare alla mancanza di valorizzazione del patrimonio artistico-culturale di cui siamo ricchi, da parte delle istituzioni? Nel pieno spirito dell’invasione, eravamo tutti dotati di smartphone e abbiamo postato emozioni e pensieri in tempo reale.

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In Tipoteca Italiana, sede nel secolo scorso di un canapificio, il 27 – mentre all’esterno infuriava un gran temporale –, ho goduto di un affascinante viaggio nella creatività e nell’espressività, tra migliaia di caratteri mobili di piombo e di legno, torchi a mano ottocenteschi, inchiostri, macchine monotype e linotype, casse tipografiche e compositoi, misura di un’arte che, dalla prima stampa di Gutenberg, a metà del 1400, ha visto grandi contributi ed evoluzioni.

Eravamo un gruppo di blogger e instagramer così folto (oltre 40!) che ci siamo divisi in due.
Sandro Berra e Michela Antiga, le nostre guide, con passione e competenza hanno avvicinato – in una sorta di ossimoro! – noi, invasori digitali, alla forza dell’attività artigianale tipografica, ancora così legata all’uso della carta pregiata, alla manualità paziente e silenziosa, alle competenze estetiche e contenutistiche. Credo di interpretare il pensiero di molti invasori, nell’affermare che la suggestione delle lettere impresse su carta, la possibilità di un contatto fisico con le pagine, il talento nella scelta dei tipi e nella loro composizione sono elementi che continueranno ad accompagnare la lettura di qualità!
Ovviamente, anche l’invasione alla Tipoteca si è conclusa con un ottimo prosecco in allegria.

I tre eventi cui ho partecipato sono stati occasione di conoscenza di luoghi e persone, e ne riconosco tutta la valenza!
Grazie ad un’iniziativa brillante e coraggiosa (#invasionidigitali) e alle generose e spontanee adesioni di tantissimi “volontari” su tutto il territorio nazionale,  i beni artistici presenti nelle nostre città, troppo spesso silenti, dimenticati, misconosciuti, sono stati inondati di energia positiva e sono diventati patrimonio condiviso di altissimo contenuto.

Le ripetiamo al più presto e ancora più numerosi?

foto di Laura Cacciolato e di Ferena Lenzi

 

Comments ( 2 )
  • silviabes says:

    è stato bellissimo!
    un’esperienza che spero si ripeterà, ma soprattutto che sia una spinta verso un nuovo tipo di fruizione dei luoghi della cultura in italia.

    • Ferena Lenzi says:

      C’è ancora strada da fare e non bisogna demordere! Io vedo intorno a me tante menti brillanti, dinamiche e creative che hanno solo energie positive da dare…
      a presto, Silvia

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