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Albergatori, cercate collaborazioni!

Sempre più il turismo si lega alle esperienze.

Non sono tanto gli oggetti o i comfort delle strutture ricettive a determinare la riuscita di un viaggio, quanto il bagaglio di emozioni con cui il viaggiatore fa rientro alla vita di sempre.

Al di là di quanto propone la guida turistica, la possibilità offerta al viaggiatore di vivere realmente il luogo di destinazione, di assaporare la cucina, di comprendere la cultura, di conoscere persone, costituisce insieme una sfida e un’opportunità per gli operatori del settore.

Chi meglio di loro, infatti, può conoscere i valori aggiunti del territorio?
Perché non sfruttare dunque una capacità attrattiva maggiore, consentendo al turista di non sentirsi, una volta tanto, tale?
E come fare? Una strada, per gli operatori turistici, può essere quella di intessere relazioni sul territorio, aggregando risorse e mettendo insieme le diverse peculiarità.
Cosa impedisce infatti ad un albergatore di caratterizzare l’offerta, proponendo ai suoi ospiti attività che rientrano nella tipicità del luogo?

Una vendemmia, la partecipazione ad un ciclo di produzione della ricotta, un laboratorio di oreficeria o di lavorazione del vetro, una raccolta di prodotti nei campi, una arrampicata in parete o una pedalata tra le colline, e mille altre attività che non rientrano in quella strettamente ricettiva, possono diventare attrattive caratterizzanti e soprattutto determinanti la scelta di una destinazione piuttosto che un’altra

Mi viene quindi da suggerire agli albergatori di ricercare, nei paraggi della struttura ricettiva, collaborazioni con altri operatori (artigiani, coltivatori, allevatori, titolari di aziende, artisti, sportivi, ecc.).
Sarà più facile far uscire l’ospite dai confini della struttura o dagli itinerari turistici canonici e farlo immergere nelle bellezze del territorio, il più delle volte sconosciute, con il risultato di creare un presupposto per un suo ritorno.

Comments ( 6 )
  • silviabes says:

    ora che tutto si può vedere dallo schermo di un pc o di un telefono, la migliore ipotesi di viaggio arricchente è quella che ti fa provare qualcosa: un sapore, un profumo, un’esperienza..
    il turismo deve diventare sempre più relazionale, così una volta tornati a casa avremmo delle storie da raccontare.

    • Ferena Lenzi says:

      Silvia, tu sei già arrivata alla comunicazione! Il viaggiatore vuole assaporare le emozioni prima ancora di godere del soggiorno, per questo le parole possono trasformarsi in un’anticipazione di esperienze…(e tu sei bravissima in questo! 😉 ).
      Se solo gli operatori turistici ne intuissero il potenziale!

  • androsans says:

    Sono un viaggiatore curioso, affamato di scoperte e, al tempo stesso, bisognoso di sentirmi libero di scegliere. Bisogna maturare quindi un’idea nuova di offerta: creativa, flessibile, che suggerisca destinazioni e attività, lasciando a ognuno l’emozione di scoprire ed esplorare.

    • Ferena Lenzi says:

      Decisamente d’accordo! non amo affatto i c.d. viaggi organizzati, per i quali le visite sono “guidate”, gli orari “prestabiliti” e gli itinerari “pre-costituiti”! Per questo, invito gli albergatori ad appassionarsi alle risorse del territorio cui appartengono, per proporre, a chi ne sente l’esigenza, esperienze che si possano trasformare in vissuto!

  • Bruno says:

    Credo che anche il nostro bellissimo territorio sia molto carente sulla capacità di intessere relazioni. Ne avremmo di esempi da fare! In questo modo si perdono enormi potenzialità, che sono un terreno non ancora sfruttato per chi, se ci sarà, è in grado di coglierle.
    Un esempio? Tempo fa c’è stata una gara nazionale di scherma, che ha portato una discreta quantità di turisti. Gli albergatori della zona neppure erano stati avvisati dell’evento! Siamo abituati ciascuno a coltivare il proprio orticello.

    • Ferena Lenzi says:

      Bruno, è un problema di miopia e di scarsa comunicazione allo stesso tempo! Ognuno bada al suo orticello, temendo che unire le forze implichi una perdita di fatturato! Inoltre, spesso manca una regia comune capace di coordinare le risorse e valorizzare ciò che potrebbe portare benefici a più livelli…

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