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Il tiramisù, la città di Treviso e una tesi di laurea

Ecco gli ingredienti per fare destination marketing.
Non ci credete? Allora, leggete questo mio post.

È di qualche settimana fa la notizia che la giovane trevigiana Ilaria Ziliotto si è laureata in Mediazione linguistica turismo e culture all’Università di Trento, presentando una tesi sul tiramisù.

Confesso di averne fatto una indigestione da piccola e di non mangiarne più.
Perciò, della notizia, non mi ha attratto il potere seduttivo di mascarpone e cacao, bensì la proposta intelligente di valorizzare un prodotto, marchiandolo addirittura con il “Certificato di qualità – Specialità tradizionale garantita”, per attirare turisti sul territorio.
Che il tiramisù, preparato in tutte le regioni italiane, fosse una peculiarità di Treviso, sinceramente mi era sfuggito, ma qui non si tratta di restituire alla città la paternità del dessert!

La forza della tesi sta nel rilancio del turismo attraverso l’enogastronomia e nel riconoscimento dell’efficienza che può derivare dal network degli operatori turistici e non.
Puntando su un brand di qualità, caratterizzato da identità e autenticità, come lo può essere il tiramisù – di Treviso! -, l’offerta turistica può infatti agganciarsi ad altri ambiti: cultura, arte, storia, natura.

L’esperienza del viaggio non può essere considerata a compartimenti stagni e sempre più si afferma il trend legato alle emozioni e ad un vissuto che esponga il viaggiatore alla storia, al cibo e alle attrazioni della comunità che lo circonda.

Interpreto il network di cui parla la neolaureata come una rete di collaborazione tra operatori diversi. Figure come i pasticceri (per il tiramisù), i ristoratori, i sommelier, le guide locali, ecc., possono diventare partner tra loro complementari capaci di offrire agli ospiti una effettiva esperienza di viaggio.

È tanto difficile pensare alla destinazione come ad un luogo da vivere non come meri turisti?

p.s.: per aprirsi ai mercati esteri, lIlaria ha scritto in lingua inglese. Congratulazioni, dottoressa!

Comments ( 10 )
  • Ilaria says:

    Cara Ferena, come hai ragione!
    Ma dove si trova lo stimolo per aver idee originali per valorizzare il proprio territorio se poi si legge sui giornali che il campanilismo e le scarse risorse a disposizione frenano una riforma efficace in ambito turistico? (Cito l’articolo pubblicato oggi su corrieredelveneto.it, “Turismo, la nuova legge viene
    frenata da liti e campanilismi”).
    Perché bisogna lottare per affermare nuove idee, quando all’estero sono i finanziamenti che vanno alla ricerca di innovazione?
    Uff!
    Ilaria

    • Ferena Lenzi says:

      Ilaria, non demordere!
      Fai conoscere più che puoi i contenuti del tuo progetto e continua a crederci perché è proprio bello.
      La qualità, ricorda, vince su tutto!
      (sono felicissima dei nostri scambi di messaggi privati: dalla condivisione possono nascere grandi cose)

  • androsans says:

    Ferena, il tuo post scatenerà un putiferio. Adesso ci dobbiamo preparare alla guerra dei Cent’Anni con Siena e il Piemonte, perché rivendicano l’origine del tiramisù. Hai voglia di parlare di campanilismi. 🙂

    • Ferena Lenzi says:

      In realtà, è necessario svecchiare il sistema, dare spazio a progetti di giovani dinamici, curiosi, pieni di idee, di competenze e di energie positive! Ilaria ha lanciato una sfida da cogliere…
      Ben venga la battaglia per la paternità del tiramisù, se sarà in grado di aprire la strada a nuove attività e di stimolare l’attrattività del territorio!
      Mi armerò di cucchiai di mascarpone e di pallottole di cacao in polvere pure io!

  • Ilaria says:

    Androsans, certo, si continua a parlare di campanilismi, ma le contese si soffermano solo tra i ristoratori del centro di Treviso (piuttosto vive ancor oggi!), perché la mia tesi esclude altre origini al di fuori del capoluogo della Marca 😉
    Da’ un’occhiata pure, è tutto documentato: http://www.academia.edu/3214596/Cultural_Experiences_in_Italian_Oenogastronomic_Tourism_Treviso_the_City_of_Tiramisu
    Per avere un po’ di lungimiranza, dovremo attendere le nuove generazioni…

  • Ilaria says:

    Ferena, anch’io sono contenta di scambiare messaggi con te. E’ sempre gratificante ricevere interesse su un lavoro a cui è stato dedicato tanto tempo – almeno non sarà una delle tante tesi scritte e automaticamente archiviate.
    La speranza è ora ci i piani alti si sveglino fuori, finanzino progetti di rete, perché solo in questo modo si dà valore aggiunto all’offerta turistica e aumenta la visibilità e la competitività verso la domanda.
    Nel frattempo mi strafogherò di Tiramisù…

    • Ferena Lenzi says:

      😉

      • Ferena Lenzi says:

        Ilaria, è del 31.05.13 la notizia che il consiglio regionale veneto ha approvato la legge sul turismo, mettendo uno stop ai contributi a pioggia ai 15 (troppi!!!) consorzi esistenti. Il braccio operativo della regione sarà Veneto Promozione, che tenterà di dare una regia unica alla promozione attraverso piani di programmazione triennali e piani di attuazione annuali. È un passo…
        I consorzi esistenti dovranno avviare un processo di privatizzazione (liberandosi dei soci pubblici=Comuni, Province e Camere di commercio), perdendo così il diritto ai contributi e dovendosi occupare solo della commercializzazione del prodotto turistico (non più della promozione turistica).
        Saranno finanziati “progetti meritevoli”: come? attraverso bandi? con quali criteri di valutazione? …rimane qualche perplessità!
        Ancora, al posto dei “sistemi turistici locali” (attualmente 15, come i consorzi), ci saranno 9 “sistemi tematici” (il Garda, Venezia, le Terme, il Delta del Po, le Dolomiti, spiagge, montagna, la pedemontana e i colli, città d’arte_forti_ville venete): basterà a coordinare in modo più funzionale e coerente le azioni? Ce lo auguriamo tutti.

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