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Creatività è indipendenza

Come non pensare che, per dare spazio all’estro artistico, ci si debba sentire anche liberi?
La declinazione della propria capacità artistica, sia essa legata alla parola scritta, alla pittura, alla composizione musicale, alla fotografia o a chissà cos’altro, non può prescindere dall’indipendenza.

L’occasione di questa riflessione mi è venuta visitando, presso Ca’ dei Ricchi a Treviso, FLOU, mostra di scatti, organizzata da TRA, di 6 fotografi (tutti giovanissimi ed estramente cool!), a cui 6 riviste – indipendenti –,  DROME, HUNTER, KALEISCOPE, NERO, PIZZA, STUDIO, hanno dato tale libertà.

 

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Le riviste in realtà rappresentano un’apertura alla contemporaneità e alla professionalità anche di designer, stylist, giornalisti.

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Nella licenza data dalle 6 riviste, a giovani talenti, di utilizzare le proprie curiosità e passione, per una narrazione impregnata di nuovo e soprattutto libera da etichette commerciali, intravvedo la sfida, raccolta con intelligenza, di interpretare il cambiamento, nella moda, ma anche nello stile e nella cultura, soprattutto laddove le risorse ci sono e il terreno è fertile: l’università.

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L‘indipendenza di cui si nutre la creatività, perciò, si esprime attraverso la sperimentazione e passa inevitabilmente per gli errori che sono crescita.

 

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Ecco perché sono convinta che l’emancipazione dell’artista, padrone di presentare la propria visione del mondo e degli oggetti e di trasferire il proprio sentire in un supporto, sia esso una stampa fotografica, un foglio di carta o un file word, una tela o uno spartito, costituisca la condizione per uno sguardo ampio, personale, oltre i localismi, gli interessi meramente economici e il livellamento verso il basso.

Dibattito aperto.

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