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“Scrivila tu, scrivila come ti pare”

Ammetto di essere, in passato, caduta nel tranello delle TIPS, dispensando, dalle pagine di questo blog, i miei suggerimenti per la scrittura.

Con un pizzico di autoironia, voglio condividere il messaggio con cui si conclude l’articolo  “Manuale contro i manuali (di scrittura)” pubblicato sulla Domenica del Sole 24 Ore qualche settimana fa e che mi è appena capitato sotto gli occhi: “Scrivila tu, scrivila come ti pare”.

La citazione è attribuita a Goffredo Parise.
In realtà, non è detto che la frase sia stata pronunciata davvero, perché chi la riporta, Marco Rossari, autore dell’articolo, confessa di essersela sentita dire in sogno!

Fa differenza? Direi di no, perché, nella scrittura la regola è nel non avere regole!

Su tutto vale l’esortazione alla libertà di espressione.

Ecco uno stralcio dell’articolo di Marco Rossari:

FAI UNA SCALETTA. ANZI, NO
Dieci tips, 22 massime, 101 dritte zen, tutte valide e tutte smentite. Si va dagli slanci di Čechov («Non dirmi che la luna splende, mostrami il riflesso della luce su un vetro rotto») ai ridimensionamenti di Simenon («Se piove, piove: non c’è bisogno di scrivere che il cielo piange»); dal pudore di Fitzgerald («Cancella i punti esclamativi, è come ridere alle proprie battute») all’impudicizia di Neil Gaiman («Ridi alle tue battute»). Steinbeck consigliava di leggere ad alta voce il dialogo per farlo sembrare vero: provate a declamare la sbobinatura di un’intercettazione telefonica. Jack Kerouac invitava a sentirsi un genio, ma non ci andava leggero con l’alcol. Questo ti raccomanda di fare una scaletta, quell’altro t’invita a non pianificare nulla. Il primo ti dice di scrivere anche se non sei ispirato, il secondo di farlo solo se non puoi farne a meno.

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