Blog

Seminario sul turismo, la fiera delle banalità

10 ottobre. Il titolo della giornata é chiaro: “Veneto for you, istruzioni per l’uso”. La location è senza ombra di dubbio a cinque stelle: è infatti il Molino Stucky Hilton di Venezia ad ospitare il 12* Workshop internazionale del turismo nel Veneto.

Gli interventi al seminario di apertura del #BuyVeneto2013, organizzato dalla Regione Veneto e dal #GIST, Gruppo Italiano Stampa Turistica, nelle intenzioni, devono presentare “una panoramica di casi di successo nella promozione del Veneto sui mercati internazionali e nell’accoglienza del turismo straniero”.

worksb

 

La sensazione, però, è di trovarmi alla fiera delle banalità.

Ecco una cronaca veloce, ma abbastanza fedele, di quanto è stato detto:

Franco Masello, presidente di Veneto Promozione
Il cliente non vuole un prodotto, cerca un servizio.
Il cinese non vuole solo la storia di Venezia, ma vuole fare una partita a golf, andare in un outlet, ecc., ma c’è troppo poco marketing tra aziende.

Marco Mainardi, direttore del camping Marina di Venezia
(capacità per 12.000 persone provenienti da Scandinavia – Olanda – Germania per il 60% -Svizzera)
Per conquistare il turismo straniero, si è fatto “sistema” coinvolgendo 30 campeggi di Cavallino Treporti.
Ci sono tante strade per avere clienti: passaparola 80%, 22% internet, fiere 4%, fidelizzazione.
È necessario far trascorrere una vacanza indimenticabile.

Enrico Biancato, manager di Noventa di Piave designer Outlet
I visitatori stranieri rappresentano su base annua il 47% del fatturato (russi e cinesi in crescita rispettivamente del 47% e 126% rispetto al 2012).
L’outlet si è dotato di una nuova figura, il tourist manager (con sedi a Tokyo, Seul, San Paolo, New York): intercetta e invita il cliente prima che arrivi in Italia inserendo la shopping destination all’interno della vacanza. A Noventa, i 726 dipendenti parlano in inglese, tedesco e mandarino per far sentire i clienti a casa. Appello: Abbiamo bisogno delle istituzioni per fare sistema.

Renzo Minella, direttore marketing comprensorio sciistico Passo San Pellegrino
L’Europa centro-orientale (Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria e Croazia) rappresenta il 40% del mercato, raggiunto con fiere ed educational. Il Comparto montagna è carente sul piano servizi: bisogna aggiornarsi rispetto alla domanda (non basta offrire solo l’hotel ma vendere le emozioni al di fuori delle strutture). Gli albergatori devono guardarsi intorno e vendere i rifugi, il wellness al naturale, le passeggiate in notturna. Non basta vendere il comprensorio Dolomiti.

Angela Stoppato, presidente Consorzio Terme Euganee-Abano-Montegrotto
Il Turista russo, con presenze in forte crescita è molto esigente (accoglienza, interprete per le visite mediche, cultura e shopping, tv in russo). Utile facilitare l’ottenimento del visto; il turista russo è di solito intermediato ma iniziano le prenotazioni indipendenti. Bisogna rendere le terme uno status symbol> cura naturale (terme come destinazione)> brevetto internazionale per le proprietà antinfiammatorie del fango.

Giuseppe Lorenzini, presidente onorario Associazione albergatori del Garda
Gli olandesi arrivano sul Garda dal 1957, al 2′ posto della frequentazione del Garda, dopo i tedeschi. Le prenotazioni arrivano via internet e dai portali, ma le commissioni sono alte. La vacanza è di conoscenza e non solo di relax. La pensione completa non esiste quasi più, regge la mezza pensione, ma meglio ancora la formula BB. Le destinazioni devono avere identità precise (golf, parchi tematici,ecc.), perché non vale più un turismo generalizzato. (NDR, per chiudere, una frase mozzafiato) “bisogna abbattere internet”.

Maria Adelaide Avanzo, imprenditrice di Taglio di Po
Nel Veneto troviamo la massima ricchezza di espressione del paesaggio. Il delta del Po (ente parco) potrebbe entrare nel patrimonio dell’uomo nella biosfera. Aneddoti su Ca’ Zen (tra gli ospiti, Lord Byron nel 1823)

Bona Zanuso, fondatrice del network ville venete Villegrandtour
Creata una direzione commerciale che è un braccio armato per l’industrializzazione della rete di 18 ville, castelli e dimore storiche. La vacanza ha una serie di ingredienti e nessun elemento svilisce gli altri. Necessario creare un brand internazionale che colleghi cultura, shopping, ecc. Pensiamo al Modello francese: in Provenza arrivano 20 milioni di turisti l’anno pur con meno potenzialità del Veneto. Progetti concreti: dal 2014, la società che vende i biglietti di tutti i musei europei, entra nella rete di vendita delle ville (collaborazione tra pubblico e privato). Il Prodotto deve essere easy to buy nel mondo. L’offerta consiste in un Pacchetto che include Palladio, Bocelli, Armani, Bottega Veneta, grandi vini. Il turismo ha bisogno di fiducia (passaparola). Suggerimento: Attrarre gli spostamenti su eventi di fama internazionale.

Alessandro Martini, project manager Golf in Veneto e direttore del Consorzio Marca Treviso
Turismo del green: tedeschi, austriaci, inglesi, scandinavi. L’offerta si contraddistingue per la possibilità di giocare in location particolari (Garda, sotto le Tofane, Venezia). Andare nel mercato in ordine sparso non funziona. Ve integrata l’offerta del green con gastronomia e luoghi di charme (attenzione al bello). Intenzioni: entro il 2014 creare un club di prodotto (standard di servizio: hotel, aeroporti, trasporti)

Giuseppe Pan, sindaco di Cittadella
Per il turismo slow, sono stati creati 13 itinerari in città murate, piccoli borghi, lagune (bici+barca)

Mara Manente, direttore Centro internazionale studi sull’economia turistica – Università Ca’ Foscari
Qualsiasi azione deve avere 4 tempi: conoscere il mercato/ programmare/ gestire e infine monitorare. Il turismo internazionale per il 1′ semestre 2013 segna un +3,8%.

Sono trascorse due ore l’unica domanda che continua a risuonarmi dentro è cosa mai possa lasciare agli iscritti un seminario di tale tenore.
Ditemelo voi, vi prego.

Comments ( 2 )
  • Ilaria says:

    Cara Ferena,
    hai stilato un prezioso riassunto della giornata.
    E di nuovo siamo alle solite: dov’è la proiezione verso il futuro?
    E’ giusto riflettere sui risultati ottenuti. Ma cosa ce ne facciamo se non c’è una pianificazione integrata, che riunisce quindi tutti questi operatori, e che non sia volta al domani? E cosa ce ne facciamo dei “c’è bisogno di…”, “è necessario fare…”, quando nel Consiglio Regionale ancora si litiga per l’approvazione della legge quadro n.11 sui nuovi tematismi turistici in cui la regione è stata suddivisa?
    So che non è bene rispondere a una domanda con altre domande… ma davanti a scene di questo genere rimango sempre perplessa.

    • Ferena Lenzi says:

      Cara Ilaria, più che perplessa, ieri ero in preda allo sconcerto.
      Una mattina intera destinata ad un seminario che di operativo non aveva nulla!
      Fare sistema, creare reti, soddisfare il cliente, integrare le offerte mi sembrano parole trite che non aggiungono nulla di nuovo.
      La sensazione è che, subito dopo aver gridato a gran voce l’intento collaborativo, ognuno continui a badare al proprio orticello e si guardi bene dal condividere strategie e azioni…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *