Blog

#Melegatti, ma mi faccia il piacere!

Non mi piace infierire perché è un po’ come lo spot “Ti piace vincere facile?” ma la faccenda #‎Melegatti‬ non può non essere commentata. La cosa che più mi sconcerta è che la direzione dell’azienda veronese, dopo le polemiche per il post omofobo, ha pensato bene di replicare scaricando la responsabilità della gestione della comunicazione social sull’agenzia esterna che, a loro dire, ha – per me, “avrebbe” – pubblicato senza autorizzazione.
Ho dato una rapida scorsa alla pagina e in effetti tutta la comunicazione #Melegatti/social suona come vorrei ma non posso: aleggia una sorta di ironia (che spirito!) che più volte scade nel cinismo, considerato il prodotto cui si riferisce. Se l’agenzia da tempo pubblica contenuti con stile e approccio simili al post contestato, che non fanno sorridere, non fanno riflettere, non fanno emozionare, ma semplicemente tentano, senza riuscire, di far apparire l’azienda furba, smart, alternativa, mi chiedo dove siano stati finora la dirigenza e i responsabili dell’ufficio marketing e comunicazione!
Troppo comodo, ora che la patata si è fatta bollente, lanciarla addosso all’agenzia, che peraltro rimane del tutto criticabile per la linea editoriale scelta e per un uso della punteggiatura, come minimo, da rivedere.

Tra le mie attività di copywriter, la gestione dei profili social aziendali è la più assorbente. Dietro ogni riga che scrivo ci sono piani editoriali, riunioni di aggiornamento, analisi dei materiali che molto spesso sono io a richiedere o a produrre, riflessioni su messaggio/scopo da raggiungere/tono da tenere/tipologia di pubblico, ricerche di approfondimento su temi che a volte vengono riassunti in una sola parola, scrupoli vari per pertinenza/alternanza/interesse dei testi. Non ho esperienza di azienda mia cliente, dalla più piccola alla più grande, con cui non ci sia una condivisione preventiva di contenuti e di stile e siccome, quasi fossi una ghostwriter, devo interpretare l’anima (e non solo) dell’azienda e farmene portavoce, prima di pubblicare qualcosa ci penso e non poco! Nel caso #Melegatti, non mi pare di riscontrare altrettanti scrupoli nell’agenzia e tantomeno nella dirigenza la quale, se sapeva dei post, non è intervenuta in tempo e se non sapeva, risulta doppiamente criticabile per leggerezza e supponenza dimostrate.

Mi viene quasi da pensare che l’azienda Melegatti si sia inventata una fantomatica agenzia, su cui scaricare il barile (pessima scelta!), mentre in realtà è più probabile che la produzione sia “casalinga” e non mi riferisco ai panettoni. Non sono poche le aziende che fino a poco tempo fa (e oggi?!) pensavano di poter lasciare la gestione del profilo social al *cugino*, al *nipote*, allo *stagista*.
Con tutto il rispetto che si può avere per gli stessi, la comunicazione sui social è un vero e proprio lavoro!

I Panettoni Melegatti passeranno ugualmente dagli scaffali dei supermercati alle nostre tavole ma la dirigenza, oggi, si merita un bel Ma mi faccia il piacere!(il link è a un video con Totò).

 

12226935_1283597721665827_4682664514777975474_n12196223_1281644105194522_3786455178653991305_n12234878_1281014051924194_8876647259220648383_n

Schermata 2015-11-21 alle 18.15.42
(Questo post è il frutto di una serie di commenti scambiati tra amici sul mio profilo Facebook)

Comments ( 0 )

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *