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SE VUOI PERSUADERE, PARLA DI INTERESSI, NON DI RAGIONI

Benjamin Franklin

ll marketing ha bisogno di storie da raccontare e di instaurare relazioni con il pubblico, perché con l’avvento del web 2.0 le persone si sono, più che mai rapidamente, abituate all’interazione.

È finito il tempo degli spot televisivi, che ci sorbettavamo passivamente stando seduti in poltrona.
Ora, la modalità di contatto con i brand è radicalmente e incredibilmente, -se penso alla velocità con cui tutto è avvenuto-, cambiata.

Nel 93% dei casi il ciclo di acquisto di un prodotto/servizio inizia con un’accurata ricerca online. In questo dato, ci possiamo riconoscere praticamente tutti: compariamo prodotti e servizi, stampiamo schede tecniche, consultiamo i forum, leggiamo i blog sull’argomento o i post pubblicati da altri acquirenti sulla pagina pubblica dell’azienda. Se ci pensiamo bene, è finito anche il tempo dei volantini che intasano la cassetta della posta, della pubblicità che disturba il cliente o delle telefonate a tutte le ore.

Che significa tutto ciò?
Con Internet, con le tecnologie e le piattaforme del web, sono i contenuti ad attrarre il target e sono proprio i clienti, con la condivisione dei contenuti, a diffondere il marchio e il suo valore. La comunicazione deve necessariamente aprirsi al dialogo, allo scambio, all’interazione.

È necessario fare massima attenzione a quanto si scrive, che è banalmente quanto si vuole sia letto.

Se le Persone (non mi piace chiamarli utenti o navigatori), come me, come te, effettuano ricerche sul web, non basta che il sito della ditta Tal dei Tali sia in prima pagina nei motori di ricerca. È indispensabile che quello stesso sito sia capace di catturare l’attenzione, di trattenere nella lettura, di invogliare ad un’azione e in definitiva di far compiere una scelta.

Come? Con contenuti, i più pertinenti, ricchi, esaustivi possibile. La regola giornalistica delle 5 W: Who? What? When? Where? Why?, mentre ci si appresta a scrivere, certamente consente di raccontare i fatti e pure di risultare interessante per chi legge. Ma è altresì necessario avere chiara la strategia dei contenuti, concentrarsi su una storia da raccontare (storytelling) e sul pubblico che si vuole attrarre.

Le aziende – e lo stesso vale per i personaggi pubblici, per gli enti, per le associazioni, perfino per i produttori, che so?!, di candele – non devono più parlare di sé e del loro prodotto/servizio, limitandosi a dire tutte le qualità, bla, bla, bla.
Semmai chi scrive deve essere in grado di mostrare cosa quel prodotto/servizio può fare per il cliente, mettendosi nei suoi panni (conoscendolo bene, perciò), guardando il mondo dal punto di vista – esigenze, desideri, pensieri, emozioni – del cliente stesso.

È possibile intessere questa relazione con il pubblico di riferimento?
Certo che sì. Seguendo sempre il motto:

THE CONTENT IS THE KING


I contenuti per il marketing devono essere pensati e scritti come informazioni pertinenti da condividere, come messaggi preziosi capaci di creare fiducia, credibilità, autorevolezza, come un flusso di notizie/idee/suggerimenti attendibili cui il lettore attribuisce un elevato valore perché risolvono un problema, aiutano a vivere meglio, migliorano il lavoro, rendono più belli o più interessanti, ecc..

Il vantaggio competitivo di contenuti ottimi, coinvolgenti, regolari sta nel fatto che essi stimolano il dialogo nel nuovo mondo sociale in cui siamo immersi.

Tutto ciò, senza mai sottovalutare i capisaldi della buona comunicazione:

  • originalità
  • stimolare un’azione
  • usare un linguaggio umano (no aziendalese, no burocratese, e no a tutti gli –ese che ti vengono in mente. Le persone parlano alle persone)
  • considerare i testi come mezzo per dare informazioni pertinenti, utili, di valore per chi legge
  • utilizzare il motto degli scrittori Show, don’t tell: invece di predicare o promuovere la bontà di un prodotto, non sarebbe meglio mostrare come si usa o che cosa cambia nella vita del consumatore?
  • contenuti efficaci che stimolino l’interazione
  • valorizzare i punti di forza e i plus dei tuoi prodotti/ servizi (e ad aiutarti a sviscerarli, se non li conosci appieno),

Pensi che anche la tua azienda possa comunicare di più e meglio?
Calma, ne possiamo parlare. Scrivo anche per te, se ti va.
Altrimenti che ci starei a fare?

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